Forte è il dibattito attuale a livello nazionale sul ruolo e le finalità dei comitati di etica. In questa discussione si avverte la necessità che i Comitati superino il ristretto campo di analisi incentrato sullo studio dei protocolli sperimentali dei farmaci e si occupino delle ricadute etiche dell’assistenza sanitaria sia in ospedale che sul territorio. Questo comporta una riflessione che spazia dai temi di inizio vita (fecondazione assistita, bambini prematuri, anecefalici, richieste di sterilizzazione) a quelli riguardanti la fine della vita (accanimento terapeutico, eutanasia), a questioni inerenti l’allocazione delle risorse, il consenso informato, la medicina transculturale. Per rispondere a queste esigenze occorre che sia garantita una “consulenza etica”, avente come obiettivo quello di facilitare dal punto di vista etico le decisioni che medici, operatori sanitari, pazienti, familiari, direzioni sanitarie si trovano a dover prendere. L’esperienza della consulenza etica è ormai da anni consolidata in alcuni paesi, segnatamente gli Stati Uniti, ed è all’inizio in Italia, dove si sta iniziando un dibattito. Il volume, uno dei primi su questo argomento in Italia, ha inteso, partendo dalle più interessanti e prestigiose esperienze americane, creare i presupposti per un confronto con analoghe esperienze in Europea; ed indicare se e a quali condizioni la consulenza potrebbe realizzarsi in Italia. Il tema della consulenza etica rimanda alla più generale questione dell’identità del bioeticista e quindi se e a quali condizioni è possibile riconoscergli una specifica professionalità e una conseguente precisa collocazione nelle istituzioni sanitarie.

VERSO UNA PROFESSIONALIZAZIONE DEL BIOETICISTA

PICOZZI, MARIO;CATTORINI, PAOLO MARINO
2003

Abstract

Forte è il dibattito attuale a livello nazionale sul ruolo e le finalità dei comitati di etica. In questa discussione si avverte la necessità che i Comitati superino il ristretto campo di analisi incentrato sullo studio dei protocolli sperimentali dei farmaci e si occupino delle ricadute etiche dell’assistenza sanitaria sia in ospedale che sul territorio. Questo comporta una riflessione che spazia dai temi di inizio vita (fecondazione assistita, bambini prematuri, anecefalici, richieste di sterilizzazione) a quelli riguardanti la fine della vita (accanimento terapeutico, eutanasia), a questioni inerenti l’allocazione delle risorse, il consenso informato, la medicina transculturale. Per rispondere a queste esigenze occorre che sia garantita una “consulenza etica”, avente come obiettivo quello di facilitare dal punto di vista etico le decisioni che medici, operatori sanitari, pazienti, familiari, direzioni sanitarie si trovano a dover prendere. L’esperienza della consulenza etica è ormai da anni consolidata in alcuni paesi, segnatamente gli Stati Uniti, ed è all’inizio in Italia, dove si sta iniziando un dibattito. Il volume, uno dei primi su questo argomento in Italia, ha inteso, partendo dalle più interessanti e prestigiose esperienze americane, creare i presupposti per un confronto con analoghe esperienze in Europea; ed indicare se e a quali condizioni la consulenza potrebbe realizzarsi in Italia. Il tema della consulenza etica rimanda alla più generale questione dell’identità del bioeticista e quindi se e a quali condizioni è possibile riconoscergli una specifica professionalità e una conseguente precisa collocazione nelle istituzioni sanitarie.
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