Le comunità religiose agiscono, fin da tempi antichissimi, nell’ambito della solidarietà e delle attività oggi definite di terzo settore. Dopo una breve ricostruzione dell’evoluzione normativa in materia, il lavoro si concentra sulle novità apportate dal Codice del terzo settore (d.lgs. n. 117/2017) per gli enti a carattere religioso. Le norme adottate, inclusa la nuova nomenclatura scelta (‘enti religiosi’ in luogo di ‘enti ecclesiastici’), fanno pensare a nuove possibilità per le confessioni religiose che operano nel terzo settore, in particolare per quelle diverse dalla cattolica. Nonostante alcuni elementi di novità, sembra però di poter evidenziare un riferimento privilegiato per gli enti delle confessioni religiose disciplinati dal diritto speciale (legislazione pattizia o legge sui culti ammessi); le associazioni delle confessioni senza intesa possono avvalersi della normativa sul terzo settore quando svolgono attività solidaristiche (è il caso delle associazioni di diritto comune, specialmente musulmane), ma senza godere del trattamento specifico disegnato per gli enti religiosi e i loro ‘rami’ ETS. Il volume presenta infine alcune osservazioni sul RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), rilevando la presenza nel registro di svariate associazioni musulmane che mostrano, prevalentemente, il loro volto di entità solidaristiche e mimetizzano, invece, i loro scopi e aspetti religiosi. Una situazione, questa, ormai cristallizzata, e collegata alle scelte del diritto e della politica ecclesiastica degli ultimi decenni.
Terzo settore e libertà religiosa. Enti, comunità islamiche e prime applicazioni del RUNTS
Stella Coglievina
2024-01-01
Abstract
Le comunità religiose agiscono, fin da tempi antichissimi, nell’ambito della solidarietà e delle attività oggi definite di terzo settore. Dopo una breve ricostruzione dell’evoluzione normativa in materia, il lavoro si concentra sulle novità apportate dal Codice del terzo settore (d.lgs. n. 117/2017) per gli enti a carattere religioso. Le norme adottate, inclusa la nuova nomenclatura scelta (‘enti religiosi’ in luogo di ‘enti ecclesiastici’), fanno pensare a nuove possibilità per le confessioni religiose che operano nel terzo settore, in particolare per quelle diverse dalla cattolica. Nonostante alcuni elementi di novità, sembra però di poter evidenziare un riferimento privilegiato per gli enti delle confessioni religiose disciplinati dal diritto speciale (legislazione pattizia o legge sui culti ammessi); le associazioni delle confessioni senza intesa possono avvalersi della normativa sul terzo settore quando svolgono attività solidaristiche (è il caso delle associazioni di diritto comune, specialmente musulmane), ma senza godere del trattamento specifico disegnato per gli enti religiosi e i loro ‘rami’ ETS. Il volume presenta infine alcune osservazioni sul RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), rilevando la presenza nel registro di svariate associazioni musulmane che mostrano, prevalentemente, il loro volto di entità solidaristiche e mimetizzano, invece, i loro scopi e aspetti religiosi. Una situazione, questa, ormai cristallizzata, e collegata alle scelte del diritto e della politica ecclesiastica degli ultimi decenni.File | Dimensione | Formato | |
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