Lungo un solco autorevolmente tracciato da Isella («le edizioni del puro testo critico [...] hanno fatto ormai il loro tempo»), Il canzoniere smembrato rappresenta, oltre che la prima edizione critica di un testo pavesiano edita in tipografia, il tentativo di portare avanti uno studio sintetico in cui lo scrupolo filologico costituisca il momento fondante di un più ampio, e inestricabile, interesse critico. Oggetto di tale interesse sono le Poesie del disamore: «scarto» (ma «organico») del capolavoro di Lavorare stanca, progressivamente organizzato in sistema dal 1934 al 1938, rimasto inedito per anni e finalmente smembrato in sede editoriale, il canzoniere consiste soprattutto in una fase sperimentale dell’opera di Pavese, che sarà ampiamente messa a frutto nel decennio successivo. Non è semplice dare una valutazione univoca di un iter tanto tormentato; ma «non si dovrà dimenticare [...]», come si legge nell’Introduzione, «che lo sforzo di Pavese (in ciò identico a quello del critico) fu soprattutto di razionalizzare le spinte contrastanti e di ricondurle a una dolorosa unità».
Il canzoniere smembrato. Le Poesie del disamore di Cesare Pavese, testo critico e commento
Gioele Cristofari
2021-01-01
Abstract
Lungo un solco autorevolmente tracciato da Isella («le edizioni del puro testo critico [...] hanno fatto ormai il loro tempo»), Il canzoniere smembrato rappresenta, oltre che la prima edizione critica di un testo pavesiano edita in tipografia, il tentativo di portare avanti uno studio sintetico in cui lo scrupolo filologico costituisca il momento fondante di un più ampio, e inestricabile, interesse critico. Oggetto di tale interesse sono le Poesie del disamore: «scarto» (ma «organico») del capolavoro di Lavorare stanca, progressivamente organizzato in sistema dal 1934 al 1938, rimasto inedito per anni e finalmente smembrato in sede editoriale, il canzoniere consiste soprattutto in una fase sperimentale dell’opera di Pavese, che sarà ampiamente messa a frutto nel decennio successivo. Non è semplice dare una valutazione univoca di un iter tanto tormentato; ma «non si dovrà dimenticare [...]», come si legge nell’Introduzione, «che lo sforzo di Pavese (in ciò identico a quello del critico) fu soprattutto di razionalizzare le spinte contrastanti e di ricondurle a una dolorosa unità».I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



