L’articolo affronta il tema delle geografie digitali della disuguaglianza, analizzando come i processi di produzione, raccolta e diffusione dei dati contribuiscano a definire rappresentazioni selettive dello spazio. Dopo aver discusso le barriere di accesso ai media digitali per gruppi vulnerabili – persone con disabilità visive, persone che esperiscono marginalità abitativa senzatetto e comunità svantaggiate – l’attenzione si concentra sulla costruzione dei luoghi digitali in piattaforme globali come Google Maps, Wikipedia e OpenStreetMap. Queste non si limitano a rispecchiare la realtà, ma creano vere e proprie geografie dei dati, segnate da forti asimmetrie informative. Si analizza inoltre il ruolo delle narrazioni digitali e del digital storytelling nella formazione di immaginari collettivi e mappe emozionali, capaci di influenzare percezioni e comportamenti. Pur riconoscendo le potenzialità emancipative dei media digitali, vengono messi in luce i limiti della partecipazione online, come il clicktivism e la frammentazione delle mobilitazioni. Infine, viene discussa la prospettiva delle alter-geopolitics, che – nel solco della geografia critica – propongono pratiche dal basso e media alternativi come strumenti per resistere alle logiche dominanti e immaginare spazi più equi e inclusivi.

Geografie digitali della disuguaglianza

Valentina Albanese
2026-01-01

Abstract

L’articolo affronta il tema delle geografie digitali della disuguaglianza, analizzando come i processi di produzione, raccolta e diffusione dei dati contribuiscano a definire rappresentazioni selettive dello spazio. Dopo aver discusso le barriere di accesso ai media digitali per gruppi vulnerabili – persone con disabilità visive, persone che esperiscono marginalità abitativa senzatetto e comunità svantaggiate – l’attenzione si concentra sulla costruzione dei luoghi digitali in piattaforme globali come Google Maps, Wikipedia e OpenStreetMap. Queste non si limitano a rispecchiare la realtà, ma creano vere e proprie geografie dei dati, segnate da forti asimmetrie informative. Si analizza inoltre il ruolo delle narrazioni digitali e del digital storytelling nella formazione di immaginari collettivi e mappe emozionali, capaci di influenzare percezioni e comportamenti. Pur riconoscendo le potenzialità emancipative dei media digitali, vengono messi in luce i limiti della partecipazione online, come il clicktivism e la frammentazione delle mobilitazioni. Infine, viene discussa la prospettiva delle alter-geopolitics, che – nel solco della geografia critica – propongono pratiche dal basso e media alternativi come strumenti per resistere alle logiche dominanti e immaginare spazi più equi e inclusivi.
2026
978-88-6633-185-8
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Albanese_Perugia_FORMATTATO2.REV.VA.docx

solo utenti autorizzati

Tipologia: Documento in Pre-print
Licenza: Copyright dell'editore
Dimensione 46.08 kB
Formato Microsoft Word XML
46.08 kB Microsoft Word XML   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11383/2213551
 Attenzione

L'Ateneo sottopone a validazione solo i file PDF allegati

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact