What does criminal law really communicate when it defines an offence and prescribes its punishment? Although it employs a highly formalized technical and specialized language, criminal law is not emotionally neutral: its words embody emotional resonances that shape both the definition of offences and the construction of their legal and symbolic meaning. This volume examines the language of criminal law as a point of intersection between normative rationality and human experience, with particular attention to the formative stage of legal norms. Through a re-reading of the provisions of the criminal code in the light of the six basic emotions identified by Paul Ekman—anger, disgust, fear, joy, sadness, and surprise—the Authors show how the emotional dimension contributes to the characterization of the wrongfulness of criminal offences and to the very communicability of criminal prohibitions. The result is an original perspective on criminal law, one that restores to legal words their symbolic and anthropological depth and opens up new avenues for understanding the relationship between language, justice, and the care of the law.

Che cosa comunica davvero il diritto penale quando definisce un reato e ne stabilisce la sanzione? Pur utilizzando una lingua tecnico-specialistica altamente formalizzata, il diritto penale non è emotivamente neutro: le parole incorporano risonanze emotive che incidono sulla definizione dei reati e sulla costruzione del loro significato giuridico e simbolico. Il volume analizza il lessico penalistico come luogo di intersezione tra razionalità normativa ed esperienza umana, con particolare attenzione alla fase genetica della norma. Attraverso una rilettura delle disposizioni del codice penale alla luce delle sei emozioni di base individuate da Paul Ekman - rabbia, disgusto, paura, gioia, tristezza e sorpresa -, le Autrici mostrano come la dimensione emotiva contribuisca alla qualificazione del disvalore delle fattispecie incriminatrici e alla stessa comunicabilità dei precetti penali. Ne risulta uno sguardo inedito sul diritto penale, che restituisce alle parole giuridiche la loro densità simbolica e antropologica e apre nuove prospettive sul rapporto tra linguaggio, giustizia e cura del diritto.

Sentimenti e parole. Le emozioni nel lessico penalistico

Grazia Mannozzi
;
2026-01-01

Abstract

What does criminal law really communicate when it defines an offence and prescribes its punishment? Although it employs a highly formalized technical and specialized language, criminal law is not emotionally neutral: its words embody emotional resonances that shape both the definition of offences and the construction of their legal and symbolic meaning. This volume examines the language of criminal law as a point of intersection between normative rationality and human experience, with particular attention to the formative stage of legal norms. Through a re-reading of the provisions of the criminal code in the light of the six basic emotions identified by Paul Ekman—anger, disgust, fear, joy, sadness, and surprise—the Authors show how the emotional dimension contributes to the characterization of the wrongfulness of criminal offences and to the very communicability of criminal prohibitions. The result is an original perspective on criminal law, one that restores to legal words their symbolic and anthropological depth and opens up new avenues for understanding the relationship between language, justice, and the care of the law.
2026
882888276X
Che cosa comunica davvero il diritto penale quando definisce un reato e ne stabilisce la sanzione? Pur utilizzando una lingua tecnico-specialistica altamente formalizzata, il diritto penale non è emotivamente neutro: le parole incorporano risonanze emotive che incidono sulla definizione dei reati e sulla costruzione del loro significato giuridico e simbolico. Il volume analizza il lessico penalistico come luogo di intersezione tra razionalità normativa ed esperienza umana, con particolare attenzione alla fase genetica della norma. Attraverso una rilettura delle disposizioni del codice penale alla luce delle sei emozioni di base individuate da Paul Ekman - rabbia, disgusto, paura, gioia, tristezza e sorpresa -, le Autrici mostrano come la dimensione emotiva contribuisca alla qualificazione del disvalore delle fattispecie incriminatrici e alla stessa comunicabilità dei precetti penali. Ne risulta uno sguardo inedito sul diritto penale, che restituisce alle parole giuridiche la loro densità simbolica e antropologica e apre nuove prospettive sul rapporto tra linguaggio, giustizia e cura del diritto.
¿Qué comunica realmente el derecho penal cuando define un delito y establece su sanción? Aunque emplea un lenguaje técnico y especializado, altamente formalizado, el derecho penal no es emocionalmente neutro: sus palabras contienen resonancias emocionales que influyen tanto en la definición de los delitos como en la construcción de su significado jurídico y simbólico. Este volumen examina el lenguaje del derecho penal como un espacio de intersección entre la racionalidad normativa y la experiencia humana, prestando especial atención a la fase de formación de las normas jurídicas. A través de una relectura de las disposiciones del código penal a la luz de las seis emociones básicas identificadas por Paul Ekman —ira, disgusto, miedo, alegría, tristeza y sorpresa—, las Autoras muestran cómo la dimensión emocional contribuye a la caracterización del desvalor de las infracciones penales y a la propia comunicabilidad de las prohibiciones penales. El resultado es una perspectiva original sobre el derecho penal, que devuelve a las palabras jurídicas su densidad simbólica y antropológica y abre nuevas vías para comprender la relación entre lenguaje, justicia y cuidado del derecho.
Mannozzi, Grazia; De Maglie, Cristina
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