Il contributo affronta il tema della tutela contrattuale degli anziani in condizioni di vulnerabilità, proponendo una riflessione sistematica sui modelli giuridici oggi disponibili e sulle possibili linee evolutive. Si individuano, in particolare, quattro modelli principali di tutela fondati su diversi concezioni della vulnerabilità – "di condizione", "procedimentale", "relazionale" e “universale", analizzandone presupposti, potenzialità e limiti. Dall’analisi emerge come, sia i modelli più tradizionali, sia quelli più recenti siano spesso non idonei ad offrire una soluzione soddisfacente e completa a tutti problemi legati alla vulnerabilità degli anziani non legalmente incapaci o a quelle nuove forme di vulnerabilità non facilmente riconducibili ai vizi del consenso o all’incapacità naturale. Si propone pertanto di affrontare la questione della tutela dell’anziano vulnerabile con un approccio di tipo “olistico” orientato su più livelli, auspicando una maggiore attenzione giurisprudenziale alla specificità delle fragilità contemporanee ("digital divide", contrattazione a distanza, isolamento sociale), e una riforma normativa orientata, sia alla introduzione di mezzi e strumenti di natura preventiva - in un’ottica di "accountability" delle imprese e degli stakeholder -, sia privilegiando rimedi contrattuali di natura conservativa in grado di promuovere la dignità e la partecipazione degli anziani alla vita economica e sociale.
Modelli di tutela nei contratti con anziani vulnerabili
ALBA FRANCESCA FONDRIESCHI
2026-01-01
Abstract
Il contributo affronta il tema della tutela contrattuale degli anziani in condizioni di vulnerabilità, proponendo una riflessione sistematica sui modelli giuridici oggi disponibili e sulle possibili linee evolutive. Si individuano, in particolare, quattro modelli principali di tutela fondati su diversi concezioni della vulnerabilità – "di condizione", "procedimentale", "relazionale" e “universale", analizzandone presupposti, potenzialità e limiti. Dall’analisi emerge come, sia i modelli più tradizionali, sia quelli più recenti siano spesso non idonei ad offrire una soluzione soddisfacente e completa a tutti problemi legati alla vulnerabilità degli anziani non legalmente incapaci o a quelle nuove forme di vulnerabilità non facilmente riconducibili ai vizi del consenso o all’incapacità naturale. Si propone pertanto di affrontare la questione della tutela dell’anziano vulnerabile con un approccio di tipo “olistico” orientato su più livelli, auspicando una maggiore attenzione giurisprudenziale alla specificità delle fragilità contemporanee ("digital divide", contrattazione a distanza, isolamento sociale), e una riforma normativa orientata, sia alla introduzione di mezzi e strumenti di natura preventiva - in un’ottica di "accountability" delle imprese e degli stakeholder -, sia privilegiando rimedi contrattuali di natura conservativa in grado di promuovere la dignità e la partecipazione degli anziani alla vita economica e sociale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



