La monografia affronta il tema classico della limitazione dell’autonomia negoziale individuale mediante norme imperative, proponendosi di chiarire quale sia il significato e la portata attuale dell’inderogabilità, alla luce dei cambiamenti che, specialmente negli ultimi anni, hanno investito il diritto del lavoro. Il percorso della ricerca si snoda lungo tre capitoli. Nel primo l’Autore affronta il problema della nozione di norma imperativa, inderogabile, cogente, ponendo in discussione la diffusa opinione che considera i termini del tutto fungibili; ciò impone di cercare la soluzione di intricati nodi teorici: primo fra tutti il rapporto tra l’illiceità del contratto e il rango degli interessi protetti dalla norma che si assume violata, a cui sono strettamente connesse le ulteriori questioni della nullità virtuale del contratto e dell’interferenza tra norme imperative di condotta e nullità del contratto. I risultati raggiunti sono utilizzati nel secondo capitolo del libro per ricostruire e risolvere alcune questioni più strettamente giuslavoristiche: l’invalidità del contratto di lavoro (sez. I); l’inderogabilità unidirezionale; l’applicazione delle regole dell’integrazione cogente e della nullità parziale al contratto di lavoro; la rilevanza degli interessi protetti dalla norma imperativa lavoristica ai fini della costruzione del suo regime giuridico (sez. II); l’inderogabilità del contratto collettivo (sez. III); il rapporto tra inderogabilità della norma e indisponibilità del diritto alla luce del disposto dell’art. 2113 c.c. (sez. IV) e infine il rapporto tra inderogabilità delle norme e conciliabilità delle controversie di lavoro (sez. V). Una volta ricostruito il significato attuale dell’inderogabilità nel diritto del lavoro, con peculiare attenzione all’idoneità della norma lavoristica a produrre effetti limitativi dell’autonomia negoziale individuale oltre la fase della costruzione del regolamento del rapporto, fino a lambire (con intensità variabile) “zone” intuitivamente contigue a quest’ultima, l’A. sviluppa nel capitolo conclusivo una ricognizione critica degli argomenti usualmente portati dalla dottrina a sostegno dell’esigenza di “andare oltre” la tecnica di regolazione per norme imperative. L’indagine è funzionale ad una proposta de iure condendo, in cui sono poste in evidenza le virtù della tecnica regolativa cd. “ a scelta multipla”. Come scrive M.V. Ballestrero nella prefazione al libro, «l’opzione finale (…) costituisce un ragionevole compromesso tra la perdurante esigenza di un diritto del lavoro che protegge il lavoratore contraente debole e la rivalutazione dell’autonomia individuale del lavoratore-contraente: un contraente cui deve essere riconosciuta la capacità di intendere e di volere, e magari anche quella di affidare la tutela dei suoi interessi all’autonomia collettiva». Ventinove pagine di riferimenti bibliografici chiudono il volume.

L'inderogabilità nel diritto del lavoro. Norme imperative e autonomia individuale

NOVELLA, MARCO
2009

Abstract

La monografia affronta il tema classico della limitazione dell’autonomia negoziale individuale mediante norme imperative, proponendosi di chiarire quale sia il significato e la portata attuale dell’inderogabilità, alla luce dei cambiamenti che, specialmente negli ultimi anni, hanno investito il diritto del lavoro. Il percorso della ricerca si snoda lungo tre capitoli. Nel primo l’Autore affronta il problema della nozione di norma imperativa, inderogabile, cogente, ponendo in discussione la diffusa opinione che considera i termini del tutto fungibili; ciò impone di cercare la soluzione di intricati nodi teorici: primo fra tutti il rapporto tra l’illiceità del contratto e il rango degli interessi protetti dalla norma che si assume violata, a cui sono strettamente connesse le ulteriori questioni della nullità virtuale del contratto e dell’interferenza tra norme imperative di condotta e nullità del contratto. I risultati raggiunti sono utilizzati nel secondo capitolo del libro per ricostruire e risolvere alcune questioni più strettamente giuslavoristiche: l’invalidità del contratto di lavoro (sez. I); l’inderogabilità unidirezionale; l’applicazione delle regole dell’integrazione cogente e della nullità parziale al contratto di lavoro; la rilevanza degli interessi protetti dalla norma imperativa lavoristica ai fini della costruzione del suo regime giuridico (sez. II); l’inderogabilità del contratto collettivo (sez. III); il rapporto tra inderogabilità della norma e indisponibilità del diritto alla luce del disposto dell’art. 2113 c.c. (sez. IV) e infine il rapporto tra inderogabilità delle norme e conciliabilità delle controversie di lavoro (sez. V). Una volta ricostruito il significato attuale dell’inderogabilità nel diritto del lavoro, con peculiare attenzione all’idoneità della norma lavoristica a produrre effetti limitativi dell’autonomia negoziale individuale oltre la fase della costruzione del regolamento del rapporto, fino a lambire (con intensità variabile) “zone” intuitivamente contigue a quest’ultima, l’A. sviluppa nel capitolo conclusivo una ricognizione critica degli argomenti usualmente portati dalla dottrina a sostegno dell’esigenza di “andare oltre” la tecnica di regolazione per norme imperative. L’indagine è funzionale ad una proposta de iure condendo, in cui sono poste in evidenza le virtù della tecnica regolativa cd. “ a scelta multipla”. Come scrive M.V. Ballestrero nella prefazione al libro, «l’opzione finale (…) costituisce un ragionevole compromesso tra la perdurante esigenza di un diritto del lavoro che protegge il lavoratore contraente debole e la rivalutazione dell’autonomia individuale del lavoratore-contraente: un contraente cui deve essere riconosciuta la capacità di intendere e di volere, e magari anche quella di affidare la tutela dei suoi interessi all’autonomia collettiva». Ventinove pagine di riferimenti bibliografici chiudono il volume.
9788814144783
Novella, Marco
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11383/2815
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