In Italia, mentre la mortalità cardiovascolare sta diminuendo, l'incidenza e la mortalità dell'aneurisma dell'aorta addominale (AAA) sono in aumento (27.000 nuovi casi e 6000 morti/anno). L'AAA è generalmente asintomatico, più del 75% dei casi viene diagnosticato occasionalmente, pertanto la progressione e la rottura dell'AAA (letalità 90%) possono essere prevenute con la diagnosi precoce, che permetterà di programmare l'intervento chirurgico in tempo. La metodica più accurata, sicura e a basso costo è l'ecografia (raccomandazione A-I), mentre la palpazione dell'addome identifica solo gli aneurismi di dimensioni maggiori. Nel mondo occidentale, screening con metodiche ultrasonografiche e serie autoptiche hanno evidenziato una prevalenza di AAA >3 cm del 3-10% nella popolazione maschile con più di 65 anni, a fronte dell'1% identificato, per lo più in fase avanzata. Tuttavia l'efficacia dello screening in questa fascia della popolazione è scarsa. È necessario pertanto identificare nuovi sottogruppi della popolazione a maggior rischio sui quali effettuare interventi di prevenzione. Inoltre, sono ancora pochi i dati sulla prevalenza dell'AAA tra i più giovani e tra le donne, soprattutto in Italia. Per rispondere a queste domande è stato promosso presso l'Ospedale di Circolo - Fondazione Mcchi di Varese il Progetto AAA, iniziato nel luglio del 2013, finalizzato allo studio della prevalenza dell'AAA in Italia anche nelle fasce di età più giovani e nelle donne e all'identificazione di nuovi marcatori di rischio. Dalle liste anagrafiche del comune di Varese sono stati selezionati 4000 soggetti (selezione random stratificata per quinquennio, 2400 maschi 50-74 anni, 1600 donne 60-74 anni), che saranno sottoposti nell'arco dei prossimi 2 anni a: prelievo ematico; intervista sullo stato di salute e sugli stili di vita, con dettagliate informazioni sulla dieta (questionario EPIC); misure antropometriche; pressione arteriosa e indice di Windsor; ecografia dell'AA; ECG; spirometria. Al termine verrà calcolato il rischio cardiovascolare a 10 anni (score CUORE). Alcuni campioni ematici verranno conservati nella banca biologica del progetto. I test verranno condotti secondo gli standard internazionali da personale formato. I dati, gestiti da un software dedicato nel rispetto della privacy, convoglieranno in automatico nel database, mentre l'uso del materiale cartaceo verrà ridotto al minimo. La salute dei partecipanti verrà monitorizzata negli anni successivi attraverso i flussi informativi sanitari correnti. Al termine, i risultati dei test verranno riportati in una lettera indirizzata al Medico di Medicina Generale e consegnata al partecipante. I risultati attesi dello studio sono: (i) prevalenza dell'AAA in Italia, anche nelle fasce considerate meno a rischio, per verificare costi e efficacia attesa dello screening; (ii) identificazione di nuovi marcatori di rischio per la definizione di sottogruppi a maggiore prevalenza sui quali verificare le potenzialità di interventi di prevenzione secondaria (screening) e terziaria (modfica dei fattori di rischio di progressione); (iii) identificazione di un algoritmo di rischio di AAA e di rottura dell'AAA per la popolazione italiana; (iv) creazione di una biobanca per l'identificazione di nuovi biomarcatori; (v) avvio all'appropriato iter terapeutico degli AAA identificati (150 attesi). Il Progetto rappresenta un punto di partenza per lo studio di nuovi modelli di prevenzione primaria dell'AAA in Italia.

Valutazione del rischio di aneurisma dell’aorta addominale e relazione con la stratificazione del rischio cardiovascolare individuale nella popolazione di Varese: razionale, disegno, risultati attesi del Progetto AAA

GIANFAGNA, FRANCESCO;TOZZI, MATTEO;VERONESI, GIOVANNI;BUSCARINI, ELENA;MAIO, RAMONA CONSUELO;CASTELLI, PATRIZIO;FERRARIO, MARCO MARIO ANGELO
2013

Abstract

In Italia, mentre la mortalità cardiovascolare sta diminuendo, l'incidenza e la mortalità dell'aneurisma dell'aorta addominale (AAA) sono in aumento (27.000 nuovi casi e 6000 morti/anno). L'AAA è generalmente asintomatico, più del 75% dei casi viene diagnosticato occasionalmente, pertanto la progressione e la rottura dell'AAA (letalità 90%) possono essere prevenute con la diagnosi precoce, che permetterà di programmare l'intervento chirurgico in tempo. La metodica più accurata, sicura e a basso costo è l'ecografia (raccomandazione A-I), mentre la palpazione dell'addome identifica solo gli aneurismi di dimensioni maggiori. Nel mondo occidentale, screening con metodiche ultrasonografiche e serie autoptiche hanno evidenziato una prevalenza di AAA >3 cm del 3-10% nella popolazione maschile con più di 65 anni, a fronte dell'1% identificato, per lo più in fase avanzata. Tuttavia l'efficacia dello screening in questa fascia della popolazione è scarsa. È necessario pertanto identificare nuovi sottogruppi della popolazione a maggior rischio sui quali effettuare interventi di prevenzione. Inoltre, sono ancora pochi i dati sulla prevalenza dell'AAA tra i più giovani e tra le donne, soprattutto in Italia. Per rispondere a queste domande è stato promosso presso l'Ospedale di Circolo - Fondazione Mcchi di Varese il Progetto AAA, iniziato nel luglio del 2013, finalizzato allo studio della prevalenza dell'AAA in Italia anche nelle fasce di età più giovani e nelle donne e all'identificazione di nuovi marcatori di rischio. Dalle liste anagrafiche del comune di Varese sono stati selezionati 4000 soggetti (selezione random stratificata per quinquennio, 2400 maschi 50-74 anni, 1600 donne 60-74 anni), che saranno sottoposti nell'arco dei prossimi 2 anni a: prelievo ematico; intervista sullo stato di salute e sugli stili di vita, con dettagliate informazioni sulla dieta (questionario EPIC); misure antropometriche; pressione arteriosa e indice di Windsor; ecografia dell'AA; ECG; spirometria. Al termine verrà calcolato il rischio cardiovascolare a 10 anni (score CUORE). Alcuni campioni ematici verranno conservati nella banca biologica del progetto. I test verranno condotti secondo gli standard internazionali da personale formato. I dati, gestiti da un software dedicato nel rispetto della privacy, convoglieranno in automatico nel database, mentre l'uso del materiale cartaceo verrà ridotto al minimo. La salute dei partecipanti verrà monitorizzata negli anni successivi attraverso i flussi informativi sanitari correnti. Al termine, i risultati dei test verranno riportati in una lettera indirizzata al Medico di Medicina Generale e consegnata al partecipante. I risultati attesi dello studio sono: (i) prevalenza dell'AAA in Italia, anche nelle fasce considerate meno a rischio, per verificare costi e efficacia attesa dello screening; (ii) identificazione di nuovi marcatori di rischio per la definizione di sottogruppi a maggiore prevalenza sui quali verificare le potenzialità di interventi di prevenzione secondaria (screening) e terziaria (modfica dei fattori di rischio di progressione); (iii) identificazione di un algoritmo di rischio di AAA e di rottura dell'AAA per la popolazione italiana; (iv) creazione di una biobanca per l'identificazione di nuovi biomarcatori; (v) avvio all'appropriato iter terapeutico degli AAA identificati (150 attesi). Il Progetto rappresenta un punto di partenza per lo studio di nuovi modelli di prevenzione primaria dell'AAA in Italia.
Gianfagna, Francesco; Tozzi, Matteo; Veronesi, Giovanni; M., Ruspa; Buscarini, Elena; Maio, RAMONA CONSUELO; G., Caravati; S., Mombelli; V., Crespi; Castelli, Patrizio; Ferrario, MARCO MARIO ANGELO
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11383/1918321
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