Antonio Raimondi is a man of some importance in the Italian Kingdom in the first half of the twentieth century. It is worth dwelling on him, senior magistrate and senator, qualified witness of his time. In this essay, we will retrace some significant events of his life occurred in a very complex historical period, socially and politically troubled. He spends the last thirty years of his brilliant career as a judge in Milan. He is president of the Assize Court during the Great War and the so called “red biennium”, general attorney of the King during the March on Rome and, finally, for seven years, first president of the appeal Court. In the beginning of 1929, just before retiring, he is appointed senator; in this position he runs into paradoxical situations. First he undergoes the oppression of the fascist party for weak reasons and then, after the Second World War, he is judged by the High Court for the sanctions against fascism.

Antonio Raimondi è un personaggio di un certo rilievo nel panorama giuridico-politico italiano della prima metà del Novecento. Sulla sua figura di alto magistrato e di senatore, testimone qualificato del suo tempo, vale la pena di soffermarsi un po’ più attentamente di quanto fatto finora. In questa sede, si ripercorrono alcune vicende salienti della sua vita, che rispecchiano eventi di un periodo storico molto complesso, socialmente e politicamente agitato. Egli trascorre gli ultimi trent’anni della sua brillante carriera giudiziaria a Milano: è presidente della Corte d’assise durante la Grande Guerra e il cosiddetto “biennio rosso”, è procuratore generale del Re nel periodo della marcia su Roma e, infine, per sette anni è primo presidente della Corte d’appello. All’inizio del 1929, alle soglie della pensione, è nominato senatore: dismessa la toga ed elevato alla dignità del laticlavio, nella sua lunga vecchiaia si trova ad affrontare situazioni paradossali, subendo dapprima le angherie del partito fascista per motivi futili e, dopo la seconda guerra mondiale, il giudizio dell’Alta Corte per le sanzioni contro il fascismo.

Il giudice Antonio Raimondi e il fascismo

DANUSSO, CRISTINA
2016-01-01

Abstract

Antonio Raimondi è un personaggio di un certo rilievo nel panorama giuridico-politico italiano della prima metà del Novecento. Sulla sua figura di alto magistrato e di senatore, testimone qualificato del suo tempo, vale la pena di soffermarsi un po’ più attentamente di quanto fatto finora. In questa sede, si ripercorrono alcune vicende salienti della sua vita, che rispecchiano eventi di un periodo storico molto complesso, socialmente e politicamente agitato. Egli trascorre gli ultimi trent’anni della sua brillante carriera giudiziaria a Milano: è presidente della Corte d’assise durante la Grande Guerra e il cosiddetto “biennio rosso”, è procuratore generale del Re nel periodo della marcia su Roma e, infine, per sette anni è primo presidente della Corte d’appello. All’inizio del 1929, alle soglie della pensione, è nominato senatore: dismessa la toga ed elevato alla dignità del laticlavio, nella sua lunga vecchiaia si trova ad affrontare situazioni paradossali, subendo dapprima le angherie del partito fascista per motivi futili e, dopo la seconda guerra mondiale, il giudizio dell’Alta Corte per le sanzioni contro il fascismo.
2016
Raimondi, justice, fascism.
Danusso, Cristina
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11383/2059687
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