Il contributo propone una riflessione critica sul significato simbolico e istituzionale della giustizia penale, interrogandosi sulla possibilità di concepire la giustizia riparativa come una “giustizia senza toga”. Muovendo dall’analisi del rituale giudiziario, del linguaggio giuridico e dei dispositivi simbolici della giurisdizione – in particolare la toga, i luoghi e i tempi del processo – l’articolo mette a confronto il paradigma penale tradizionale, fondato sull’autorità, sulla verticalità e sulla decisione unilaterale, con quello della giustizia riparativa, orientato alla relazione, al dialogo e alla responsabilizzazione condivisa. Alla luce della disciplina organica introdotta dal d.lgs. n. 150/2022, il lavoro ricostruisce l’autonomia metodologica della giustizia riparativa e ne analizza le implicazioni sul piano simbolico, spaziale e temporale, soffermandosi in particolare sul diverso ruolo del giudice e del mediatore. Il contributo evidenzia come la giustizia riparativa non rinunci alla dimensione simbolica della giustizia, ma ne proponga una trasformazione profonda, sostituendo i segni della sovranità con quelli della relazione e della cura del legame sociale.

La riparazione: una giustizia senza toga?

Grazia Mannozzi
Writing – Review & Editing
2024-01-01

Abstract

Il contributo propone una riflessione critica sul significato simbolico e istituzionale della giustizia penale, interrogandosi sulla possibilità di concepire la giustizia riparativa come una “giustizia senza toga”. Muovendo dall’analisi del rituale giudiziario, del linguaggio giuridico e dei dispositivi simbolici della giurisdizione – in particolare la toga, i luoghi e i tempi del processo – l’articolo mette a confronto il paradigma penale tradizionale, fondato sull’autorità, sulla verticalità e sulla decisione unilaterale, con quello della giustizia riparativa, orientato alla relazione, al dialogo e alla responsabilizzazione condivisa. Alla luce della disciplina organica introdotta dal d.lgs. n. 150/2022, il lavoro ricostruisce l’autonomia metodologica della giustizia riparativa e ne analizza le implicazioni sul piano simbolico, spaziale e temporale, soffermandosi in particolare sul diverso ruolo del giudice e del mediatore. Il contributo evidenzia come la giustizia riparativa non rinunci alla dimensione simbolica della giustizia, ma ne proponga una trasformazione profonda, sostituendo i segni della sovranità con quelli della relazione e della cura del legame sociale.
2024
2025
https://discrimen.it/wp-content/uploads/7449-1_Criminalia-2024.pdf
giustizia riparativa, giustizia penale, toga, riti, miti, rituale giudiziario, cromatismi, giurisdizione, nero, porpora, ermellino, potere, simboli, archetipi
Mannozzi, Grazia
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