L’aspetto è una caratteristica universale del verbo, che si può paragonare, secondo Lindsay J. Whaley, a una “tecnica che permette al parlante di concettualizzare la qualità temporale in modi diversi”. Lo sloveno codifica l’aspetto nella morfologia del verbo, mentre l’italiano non dispone solamente di questa possibilità, ma può ricorrere a una fitta costellazione di espressioni che, attraverso la scelta di tempi verbali ed elementi lessicali, orienta il parlante in merito alla scansione temporale interna dell’azione da privilegiare. Per i madrelingua slovenofoni, che si basano sul sistema della L1, è attesa l’adesione dell’aspetto perfettivo dei verbi slavi con i tempi perfetti in italiano e l’aspetto imperfettivo con l’imperfetto. Il presente studio intende individuare le maggiori problematiche nell’uso dei tempi verbali perfetti (passato prossimo e passato remoto) e dell’imperfetto attraverso l’analisi di prove scritte relative all’esame di maturità professionale. L’analisi delle interlingue e degli errori riscontrati conferma le tesi di Tjaša Miklič (1983; 1992) al riguardo, ma allo stesso tempo permette di considerare nuovi elementi di riflessione sull’argomento. In conclusione, è possibile constatare che nelle fasi di interlingua postbasica ancora permangono le sopra nominate generalizzazioni che inducono gli apprendenti all’errore. L’indagine, inserita nel novero delle ricerche di linguistica comparativa ed educativa, offre spunti significativi in ambito glottodidattico rispetto allo specifico profilo d’apprendente.
L’espressione dell’aspetto e l’uso dei tempi verbali in italiano da parte di apprendenti slovenofoni
Paolo Nitti
2026-01-01
Abstract
L’aspetto è una caratteristica universale del verbo, che si può paragonare, secondo Lindsay J. Whaley, a una “tecnica che permette al parlante di concettualizzare la qualità temporale in modi diversi”. Lo sloveno codifica l’aspetto nella morfologia del verbo, mentre l’italiano non dispone solamente di questa possibilità, ma può ricorrere a una fitta costellazione di espressioni che, attraverso la scelta di tempi verbali ed elementi lessicali, orienta il parlante in merito alla scansione temporale interna dell’azione da privilegiare. Per i madrelingua slovenofoni, che si basano sul sistema della L1, è attesa l’adesione dell’aspetto perfettivo dei verbi slavi con i tempi perfetti in italiano e l’aspetto imperfettivo con l’imperfetto. Il presente studio intende individuare le maggiori problematiche nell’uso dei tempi verbali perfetti (passato prossimo e passato remoto) e dell’imperfetto attraverso l’analisi di prove scritte relative all’esame di maturità professionale. L’analisi delle interlingue e degli errori riscontrati conferma le tesi di Tjaša Miklič (1983; 1992) al riguardo, ma allo stesso tempo permette di considerare nuovi elementi di riflessione sull’argomento. In conclusione, è possibile constatare che nelle fasi di interlingua postbasica ancora permangono le sopra nominate generalizzazioni che inducono gli apprendenti all’errore. L’indagine, inserita nel novero delle ricerche di linguistica comparativa ed educativa, offre spunti significativi in ambito glottodidattico rispetto allo specifico profilo d’apprendente.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



