Le recenti interpolazioni alla legge 6 dicembre 1991, n. 394 riaccendono il dibattito sul ruolo della pena quale veicolo di rieducazione al valore della biodiversità e dell’ambiente. Da un ipotetico combinato disposto ex artt. 9-27 Cost. trae abbrivio la questione penale delle aree protette, nel tentativo di fornire risposte a più interrogativi: su quale sia il ruolo della pena nell’orizzonte intergenerazionale del diritto ambientale; quali i paradigmi di tutela; quali le intersezioni con le fattispecie introdotte dalla legge n. 22 del 2022 in materia di reati contro il patrimonio culturale.
Aree naturali protette e prospettiva intergenerazionale: profili penalistici
Andrea Perruccio
2026-01-01
Abstract
Le recenti interpolazioni alla legge 6 dicembre 1991, n. 394 riaccendono il dibattito sul ruolo della pena quale veicolo di rieducazione al valore della biodiversità e dell’ambiente. Da un ipotetico combinato disposto ex artt. 9-27 Cost. trae abbrivio la questione penale delle aree protette, nel tentativo di fornire risposte a più interrogativi: su quale sia il ruolo della pena nell’orizzonte intergenerazionale del diritto ambientale; quali i paradigmi di tutela; quali le intersezioni con le fattispecie introdotte dalla legge n. 22 del 2022 in materia di reati contro il patrimonio culturale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



