Tra i numerosi problemi suscitati dall’intensa globalizzazione dei mercati e dalla sfumatura dei confini territoriali vi è quello della traduzionetrasposizione dei lessici giuridici da una lingua all’altra. Gli studi, in materia di traduttologia giuridica, si concentrano principalmente in Canada, in cui vi è l’esigenza di tradurre testi legali dall’inglese, lingua di common law, al francese, lingua di civil law, e di redigere testi normativi bilingui. Così pure nell'ambito europeo dove sorge il problema del multilinguismo istituzionale. Minore attenzione, tuttavia, viene dedicata ai problemi che si pongono nella trasposizione di lessici da lingue occidentali alla lingua araba e viceversa relativamente soprattutto ai testi contrattuali. Un chiaro esempio riguarda la traduzione del termine sharia inteso non solo come “diritto” stricto sensu, ma con il significato più ampio di “legge”. Attribuire al concetto di sharia la mera definizione di “diritto” sarebbe, infatti, riduttivo per i connotati reali che questa parola assume. Il che spesso porta i giuristi a mantenere il lemma d’origina araba, non tradotta, accompagnata da una spiegazione del suo contenuto concettuale. Da e verso l’arabo si è sempre tradotto, ma la quantità di fraintendimenti e di errori che affiorano dalle traduzioni è nettamente più elevato di quello che ricorre nelle traduzioni tra lingue occidentali. È per questo motivo che si ritiene utile approfondire questo àmbito della traduttologia e ciò anche in considerazione della sempre maggiore integrazione a livello commerciale e finanziario tra il mondo occidentale e quello arabo.

I termini sciaratici e la traduttologia

jihane benarafa
2021-01-01

Abstract

Tra i numerosi problemi suscitati dall’intensa globalizzazione dei mercati e dalla sfumatura dei confini territoriali vi è quello della traduzionetrasposizione dei lessici giuridici da una lingua all’altra. Gli studi, in materia di traduttologia giuridica, si concentrano principalmente in Canada, in cui vi è l’esigenza di tradurre testi legali dall’inglese, lingua di common law, al francese, lingua di civil law, e di redigere testi normativi bilingui. Così pure nell'ambito europeo dove sorge il problema del multilinguismo istituzionale. Minore attenzione, tuttavia, viene dedicata ai problemi che si pongono nella trasposizione di lessici da lingue occidentali alla lingua araba e viceversa relativamente soprattutto ai testi contrattuali. Un chiaro esempio riguarda la traduzione del termine sharia inteso non solo come “diritto” stricto sensu, ma con il significato più ampio di “legge”. Attribuire al concetto di sharia la mera definizione di “diritto” sarebbe, infatti, riduttivo per i connotati reali che questa parola assume. Il che spesso porta i giuristi a mantenere il lemma d’origina araba, non tradotta, accompagnata da una spiegazione del suo contenuto concettuale. Da e verso l’arabo si è sempre tradotto, ma la quantità di fraintendimenti e di errori che affiorano dalle traduzioni è nettamente più elevato di quello che ricorre nelle traduzioni tra lingue occidentali. È per questo motivo che si ritiene utile approfondire questo àmbito della traduttologia e ciò anche in considerazione della sempre maggiore integrazione a livello commerciale e finanziario tra il mondo occidentale e quello arabo.
2021
2021
Benarafa, Jihane
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