L'articolo esamina la tutela del know-how e del patrimonio culturale della moda nell'Unione Europea, evidenziando come i modelli di proprietà intellettuale (PI) individuali siano spesso inadeguati a proteggere una creatività che è, per natura, collettiva e territorialmente radicata. L'analisi mostra che l'espansione dei diritti esclusivi — intensificata dalla tutela cumulativa tra disegni e diritto d'autore dopo la sentenza Cofemel — rischia di produrre una "enclosure culturale", trasformando linguaggi estetici condivisi in monopoli privati. Sebbene i segreti commerciali proteggano l'innovazione pre-lancio e le leggi sul patrimonio culturale (come il Codice italiano) agiscano da correttivi di diritto pubblico, tali strumenti restano parziali o limitati territorialmente. Al contrario, lo studio individua nel nuovo Regolamento (UE) 2023/2411 sulle indicazioni geografiche (IG) per i prodotti artigianali un modello efficace di governance collettiva. Attraverso l'esempio della strategia italiana, l'autrice sostiene la necessità di un'architettura giuridica pluralista che integri diritti privati, interessi pubblici e tutele collettive, garantendo così uno sviluppo economico rispettoso dell'identità culturale dei territori.
FROM INDIVIDUAL EXCLUSIVITY TO COLLECTIVE GOVERNANCE: FASHION, CULTURAL HERITAGE AND EU INTELLECTUAL PROPERTY LAW
F. FERRARI
2026-01-01
Abstract
L'articolo esamina la tutela del know-how e del patrimonio culturale della moda nell'Unione Europea, evidenziando come i modelli di proprietà intellettuale (PI) individuali siano spesso inadeguati a proteggere una creatività che è, per natura, collettiva e territorialmente radicata. L'analisi mostra che l'espansione dei diritti esclusivi — intensificata dalla tutela cumulativa tra disegni e diritto d'autore dopo la sentenza Cofemel — rischia di produrre una "enclosure culturale", trasformando linguaggi estetici condivisi in monopoli privati. Sebbene i segreti commerciali proteggano l'innovazione pre-lancio e le leggi sul patrimonio culturale (come il Codice italiano) agiscano da correttivi di diritto pubblico, tali strumenti restano parziali o limitati territorialmente. Al contrario, lo studio individua nel nuovo Regolamento (UE) 2023/2411 sulle indicazioni geografiche (IG) per i prodotti artigianali un modello efficace di governance collettiva. Attraverso l'esempio della strategia italiana, l'autrice sostiene la necessità di un'architettura giuridica pluralista che integri diritti privati, interessi pubblici e tutele collettive, garantendo così uno sviluppo economico rispettoso dell'identità culturale dei territori.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



