Il contributo è ambientato nella cornice definita dal concetto scientifico di “Antropocene” che riconosce all’azione umana un ruolo causale decisivo nel conformare i rischi naturali tipici del XXI secolo. Parallelamente, il lavoro mette in relazione il modello macrosociologico della “società del rischio”, risalente agli anni ’80 del secolo scorso, con quello – viceversa, riferito all’attualità – della “società resiliente” e argomenta nel senso che si stia verificando una graduale transizione dal primo al secondo. In tale scenario, il lavoro riflette su come cambia, di conseguenza, il processo di valutazione e gestione dei rischi (di matrice antropica, naturale o composta) e, quindi, la funzione politico-criminale e la struttura della corrispondente legislazione penale.
Come cambia l’approccio penalistico ai rischi naturali nell’Antropocene? Dalla “società del rischio” alla “società resiliente”
C. Perini
In corso di stampa
Abstract
Il contributo è ambientato nella cornice definita dal concetto scientifico di “Antropocene” che riconosce all’azione umana un ruolo causale decisivo nel conformare i rischi naturali tipici del XXI secolo. Parallelamente, il lavoro mette in relazione il modello macrosociologico della “società del rischio”, risalente agli anni ’80 del secolo scorso, con quello – viceversa, riferito all’attualità – della “società resiliente” e argomenta nel senso che si stia verificando una graduale transizione dal primo al secondo. In tale scenario, il lavoro riflette su come cambia, di conseguenza, il processo di valutazione e gestione dei rischi (di matrice antropica, naturale o composta) e, quindi, la funzione politico-criminale e la struttura della corrispondente legislazione penale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



