La rendicontazione di sostenibilità delle imprese ha conosciuto negli ultimi anni una profonda evoluzione, passando da pratica prevalentemente volontaria a obbligo normativo strutturato, in particolare a seguito dell’adozione della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e dei correlati European Sustainability Reporting Standards (ESRS). In tale contesto, la disclosure ESG assume una funzione centrale di trasparenza e accountability verso gli stakeholder, incidendo sui modelli di governance e sui processi decisionali aziendali. Il contributo analizza l’evoluzione della rendicontazione di sostenibilità alla luce delle principali criticità intrinseche dei dati ESG, soffermandosi sul principio della doppia materialità quale criterio cardine di selezione delle informazioni rilevanti. Muovendo da questo quadro economico-aziendalistico, l’articolo approfondisce, poi, i possibili profili di responsabilità penale d’impresa connessi a una disclosure di sostenibilità non veritiera, interrogandosi sulla configurabilità del reato di false comunicazioni sociali. In particolare, la doppia materialità viene esaminata quale snodo concettuale idoneo a orientare la valutazione della rilevanza penale delle informazioni ESG, consentendo una lettura sistematica e garantistica dell’intervento del diritto penale dell’economia. Il contributo propone, infine, una perimetrazione equilibrata della tutela penale, coerente con le specificità informative della rendicontazione di sostenibilità e con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza societaria per lo sviluppo sostenibile.
Rendicontazione di sostenibilità e falso in bilancio: la doppia materialità come snodo tra economia e diritto penale
Simone Copes
Co-primo
;Giuseppe LamannaCo-primo
2026-01-01
Abstract
La rendicontazione di sostenibilità delle imprese ha conosciuto negli ultimi anni una profonda evoluzione, passando da pratica prevalentemente volontaria a obbligo normativo strutturato, in particolare a seguito dell’adozione della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e dei correlati European Sustainability Reporting Standards (ESRS). In tale contesto, la disclosure ESG assume una funzione centrale di trasparenza e accountability verso gli stakeholder, incidendo sui modelli di governance e sui processi decisionali aziendali. Il contributo analizza l’evoluzione della rendicontazione di sostenibilità alla luce delle principali criticità intrinseche dei dati ESG, soffermandosi sul principio della doppia materialità quale criterio cardine di selezione delle informazioni rilevanti. Muovendo da questo quadro economico-aziendalistico, l’articolo approfondisce, poi, i possibili profili di responsabilità penale d’impresa connessi a una disclosure di sostenibilità non veritiera, interrogandosi sulla configurabilità del reato di false comunicazioni sociali. In particolare, la doppia materialità viene esaminata quale snodo concettuale idoneo a orientare la valutazione della rilevanza penale delle informazioni ESG, consentendo una lettura sistematica e garantistica dell’intervento del diritto penale dell’economia. Il contributo propone, infine, una perimetrazione equilibrata della tutela penale, coerente con le specificità informative della rendicontazione di sostenibilità e con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza societaria per lo sviluppo sostenibile.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



