Il lavoro intende offrire alcuni spunti di riflessione intorno al concetto di genocidio culturale, valutando in prospettiva de iure condendo le opportunità di una autonoma tipizzazione alla luce delle ultime proposte di riforma. Se da un lato, la fattispecie di genocidio resta tra quelle più problematiche dello Statuto di Roma, in ragione delle difficoltà che ne derivano sul piano probatorio; dall’altro, e al contempo, alla delicatezza e complessità dell’attività ermeneutica si accompagna un acceso dibattito in ordine ai confini della fattispecie convenzionalmente riconosciuta, da cui sorge l’interrogativo in ordine alla possibilità di incriminare già come crimine di genocidio (recte: culturale) gli atti prodromici alla distruzione di un gruppo protetto, aventi come bersaglio l’identità culturale del medesimo.
La distruzione intenzionale del patrimonio culturale come crimine di genocidio: un rebus irrisolto?
Andrea Perruccio
2026-01-01
Abstract
Il lavoro intende offrire alcuni spunti di riflessione intorno al concetto di genocidio culturale, valutando in prospettiva de iure condendo le opportunità di una autonoma tipizzazione alla luce delle ultime proposte di riforma. Se da un lato, la fattispecie di genocidio resta tra quelle più problematiche dello Statuto di Roma, in ragione delle difficoltà che ne derivano sul piano probatorio; dall’altro, e al contempo, alla delicatezza e complessità dell’attività ermeneutica si accompagna un acceso dibattito in ordine ai confini della fattispecie convenzionalmente riconosciuta, da cui sorge l’interrogativo in ordine alla possibilità di incriminare già come crimine di genocidio (recte: culturale) gli atti prodromici alla distruzione di un gruppo protetto, aventi come bersaglio l’identità culturale del medesimo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



